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L'isola dell'Asinara è la propaggine estrema del golfo omonimo.
L'isola dell'Asinara
Situata all'estremità nord-ovest della Sardegna, si sviluppa con forma assai irregolare su un territorio di 51.5 Km2 e 100 Km. di sviluppo costiero. E' per estensione la seconda isola della Sardegna dopo S. Antioco. La superficie è alquanto collinare; la punta più alta è la Punta della Scomunica di 408 m. E' coperta da una folta vegetazione a macchia ed è invece praticamente priva di alberi, a parte un bosco di lecci sopravvissuto in località Elighe Mannu nella parte settentrionale dell'isola; altrove le uniche piante a fusto che si possono trovare sono i ginepri fenici.
L'Asinara vista da CapoFalcone
Ha coste frastagliate e ricche di insenature; a punte a picco sul mare si alternano calette ancora incontaminate di impareggiabile bellezza; la zona occidentale si presenta maggiormente rocciosa ed impervia, mentre quella orientale presenta tratti maggiormente pianeggianti con fondale di massima profondità di 50 mt., ma sono solo tre in tutta l'isola le spiaggie sabbiose, tutte sulla costa orientale.

Teatro di piratesche incursioni dei saraceni prima e di aspre battaglie ai tempi delle repubbliche marinare, nel 1775 divenne ducato quando Antonio Manca Amato la ricevette in feudo dai Savoia.
Cala Sabina
Ma è la sua storia più recente triste e particolare ad avere il merito di averla preservata dalla mano distruttrice dell'uomo. Nel 1861 vi venne istituita una stazione sanitaria di quarantena; nel 1885 fu trasformata in proprietà demaniale e gli agricoltori sardi e i pescatori genovesi che vi abitavano furono costretti a trasferirsi sulla costa sarda dove fondarono il paese di Stintino; durante la prima guerra mondiale, l'isola dovette poi ospitare un campo di prigionia per i soldati austro-ungarici che in 5000 vi trovarono la morte, mentre in epoca più recente fu trasformata in colonia penale ed infine negli anni '70 fu adibita a carcere di massima sicurezza e destinato principalmente alla detenzione di mafiosi e terroristi; tra questi anche Totò Riina rinchiuso nel bunker della deliziosa Cala d'Oliva.
La prigione bunker di Riina
Così carcerati, guardie penitenziarie e impiegati della polizia penitenziaria sono rimasti gli unici abitanti di quest'isola per circa 110 anni, fino al Dicembre 1997, quando il carcere fu chiuso.
Dal 1999 l'isola è fruibile per i visitatori, ma solo per mezzo di visite guidate. E' stato costituito parco nazionale con apposita legge nel 1991 e fa parte del Parco Nazionale del Golfo di Orosei, Gennargentu e Asinara. Essendo territorio protetto, vi si possono trovare molte specie di animali, tra le quali gli ultimi esemplari del molto famoso e caratteristica unica di quest'isola,
L'asinello albino dell'Asinara
l'asinello bianco, che introdotto sull'isola agli inizi del 1800 fu probabilmente abbandonato dagli abitanti dell'isola alla fine del secolo, quando furono trasferiti e quindi riprodottosi in libertà; ormai estinta invece almeno su queste coste la foca monaca, presente fino agli anni '50.